La Rivolta di Atlante tra gli imprenditori francesi

dal sito del Movimento Libertario

Non abbiamo nessuna rivendicazione. Nulla. Non ci aspettiamo niente da voi. Fate quello che volete.
Ma state attenti: non produrremo più niente, quanto meno non in Francia. Non creeremo più imprese, non scriveremo più musica e non pubblicheremo più libri.
Non avrete più nulla da tassare, non un centesimo. Dovrete trovare un altra soluzione. Senza di noi.
Noi smetteremo di “sfruttarvi”, di vendervi dei prodotti, che apparentemente non desiderate.
Se volete un lavoro per poter riempire la vostra dispensa, chiedete allo Stato.
Se volete un tetto sotto il quale dormire, chiedete allo Stato.
Se volete dei vestiti per proteggervi dal freddo, chiedete allo Stato.
Dopo tutto non è questo che volete?
Noi smetteremo di guadagnare soldi. Noi vi lasciamo i vostri euro.
Prendeteveli tutti, fino all’ultimo e assicuratevi di non averne dimenticati.
Quando avrete fame, i nostri ristoranti saranno chiusi, potrete mangiarvi i vostri euro.
Quando i tetti crolleranno, potrete ripararvi sotto i vostri euro.
Quando i vostri figli si ammaleranno, date loro qualche euro.
Finalmente potrete vivere in un mondo che avete tanto sognato.
Un mondo senza di noi, senza sfruttatori, senza marketing, senza mercato, senza capitalismo, senza libertà.
Potrete infine sperimentare voi stessi le conseguenze logiche della vostra morale.
Potrete infine decrescere e sacrificarvi, voi e i vostri figli, per un ideale più nobile che la rincorsa del vostro benessere materiale.
Ma tutto ciò sarà senza di noi. Non ci saremo più a pagare le vostre fatture.
Ci accontenteremo di rimanere lì ad osservare il crollo del vostro mondo. Non faremo nulla.
E non preoccupatevi per noi.
Noi non abbiamo bisogno di voi.

*Scritta dagli industriali francesi ad Hollande

Chi ha letto la splendida trilogia di Ayn Rand avrà avuto un sussulto nella lettura delle parole – bellissime, sincere, sacrosante – inviate da alcuni imprenditori d’oltralpe al loro governo, che da quando è salito al potere ha fatto parlare di sè per i continui attacchi alla ricchezza. 

Ci sembra quasi superfluo far notare come gli imprenditori francesi abbiano dimostrato un coraggio e una onestà intellettuale che in Italia sarebbe considerata scandalosa. E che infatti non verrà mai riscontrata.

E sei i primi a rivoltarsi fossero proprio gli imprenditori sardi? Non crediamo nei miracoli, sia chiaro. Ma sperare non costa nulla.

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41 pensieri su “La Rivolta di Atlante tra gli imprenditori francesi

  1. E’ un esempio sempre più raro, infatti ho l’impressione che anche la libera impresa sia stata contaminata da ideologie stataliste, è il frutto di un lungo lavaggio del cervello che comincia a scuola.
    I pastori sardi cosa chiedevano tempo fa ? Protezionismo, contributi, garanzie ed un prezzo del latte stabilito per legge.

  2. L’attuale situazione Sarda/italiana è all’100% analoga a quella descritta da Ayn Rand in Atlas Shrugged. I primi motori se ne stanno andando a lavorare in paesi che ti fanno lavorare quà alla fine rimarranno solo i parassiti.

  3. Eccoci qui.
    Avevo già preso informazioni su questa possibilità, che in realtà, però non esiste.
    Come puoi capire anche da quest’altro link:
    http://www.fullpolitic.com/2013/04/come-rinunciare-alla-cittadinanza.html

    Di fatto, l’unico modo per rinunciare volontariamente alla cittadinanza, è quella di trasferirsi all’estero e prendere una cittadinanza di un altro stato.
    Non si può diventare apolidi volontariamente, insomma. La legge italiana sull’apolidia, da quanto emerge dai testi, si rivolge a coloro che hanno rinunciato alla cittadinanza d’origine (ad es. cubani o rwandesi, reduci di genocidi o fuggiaschi politici) o a coloro che non ne hanno mai avuta, per via del loro essere nomadi (ad es. i rom). Un italiano non può chiedere al suo stesso stato uno status simile a quello di rifugiato politico 🙂

    Se ci pensi bene, è una delle prove concrete del fatto che non esiste nessun contratto sociale da cui puoi recedere, con uno stato, a meno che non sottoscrivi un contratto con un altro stato.
    Insomma, non puoi vivere senza, come invece vorrebbero fosse possibile i libertari e gli anarchici (non gli sfasciavetrine e i centrosocialisti black block, che si dicono anarchici, ma non sanno nemmeno che anarchia è assenza di potere e quindi di violenza, ma vabbè…)

    Gratta gratta, ciò che i libertari chiedono (o dovrebbero chiedere), non è la trasformazione dello stato in una società libertaria per tutti (non sarebbe coerente, perchè sarebbe un’altra imposizione), ma la possibilità che coloro che non si riconoscono nello stato possano non essere sottoposti alla sua giurisdizione.
    Una sorta di obiezione di coscienza, come quella che era prevista per il servizio militare, ma rivolta al finanziamento di tutta una serie di “servizi” e di obblighi coi quali non si è d’accordo e dei quali non si usufruirà.
    Ad esempio, i pacifisti potrebbero non pagare quella parte di imposte che vanno a finanziare le spese militari; chi non crede nel sistema pensionistico non pagherebbe l’INPS (e non potrebbe mai ottenere nulla da esso, ovviamente); chi non vuole rivolgersi al sistema sanitario statale dovrebbe non pagarne la quota; chi vuole educare i propri figli in maniera diversa dalla scuola pubblica non ne pagherebbe le relative quote fiscali; le imprese che volessero essere libere di proporre modelli alternativi di contratti di lavoro e di organizzazione dello stesso non sarebbero sottoposte alla legislazione d’impresa ma solo ai contratti liberamente sottoscritti con fornitori d’opera e di beni (ma non potrebbero avere contributi pubblici, nè incentivi o partecipare a commesse pubbliche); addirittura si potrebbe arrivare a finanziare volontariamente perfino le opere pubbliche, dotando gli “statalisti” di appositi pass (ad esempio per l’utilizzo delle strade, dei ponti, del trasporto pubblico) e facendo pagare un pedaggio agli altri che volontariamente non volessero finanziarlo; e così via.
    In pratica, guardandola al contrario, si tratterebbe di sottoscrivere con lo stato, volontariamente, solo i servizi di cui si vuole usufruire, lasciando libertà di rivolgersi ad altri soggetti (ovviamente eliminando i monopoli statali in tutti i settori) a chi non è soddisfatto di quello che fornisce lo stato.
    Chi vuole lo stato lo manterrebbe, pagandone le spese e usufruendo dei suoi servigi; chi non lo vuole, non sarebbe costretto a mantenerlo.

  4. Devo dire che il discorso sulla cittadinanza lo conosco in maniera abbastanza superficiale e cercherò di approfondirlo ulteriormente con qualche amico avvocato perchè è interessante (nessi, diritti, evoluzione storica della cosa, eccetera)

    In generale, ti dico: ho dovuto studiare a livello scientifico parecchie cose su modelli che tu definiresti tranquillamente “anarchici”, in quanto me ne sono occupato nella modellistica di problemi volti al supporto alle decisioni e poi all’informatica.
    Per dire: un sistema naturale come il cervello non ha un “neurone dittatore” (detta alla Colin Ward), ma uno schema di partecipazione molto lontano dalle nostre banali piramidi. A livello aziendale, le stesse gerarchie tendono oggi ad “appiattirsi”; in politica poi c’è una forte tendenza al decentramento amministrativo, eccetera eccetera.
    Insomma, credo che sia abbastanza naturale che l’evoluzione tenda a migliorare i processi e a eliminare le “storture” presenti nei vari modelli che si adottano.
    In quest’ottica, molte delle cose che dici hanno un senso e sono anche molto interessanti.

    Il punto è: le tue ricette sono davvero quelle giuste per regalare una maggiore libertà al mondo?

    E qui le nostre idee divergono (ma non è un male avere opinioni diverse, anzi!)

    Innanzi tutto resto convinto che, nonostante le ottime intenzioni, le tue ricette non vadano nella direzione giusta (è una mia opinione, naturalmente). E qui come ti dicevo, per rendertene conto, sarebbe sufficiente il metodo sperimentale: dovresti provare a mettere in pratica per davvero una sola delle tue proposte con poche persone, per capire esattamente come funziona. Sono convinto che avresti parecchie sorprese…

    E poi (sempre secondo me) commetti un errore di fondo. Ti poni anche tu esattamente come un “dittatore”: cioè fornisci la tua “ricetta” e disponi di fare questo e quello. Fate così: funzionerà. E perchè? Perchè saremmo tutti più liberi. Sicuro? Certo.
    Scusa se sono paradossale, ma il punto è: il mondo è già “anarchico” nel senso che sta già facendo ciò che gli pare, indipendentemente dalla personale ricetta che ciascuno di noi avrebbe. Facci caso: ogni tanto arriva qualcuno, pensa di aver capito più degli altri e magari riesce anche a trovare le condizioni e la forza per provare a imprimere il suo schema a tutti.
    Immancabilmente l’esperimento dura sempre poco, e poi il mondo prende un’altra strada. Sempre.

    Sorpresa: sei alle prese con un bel sistemone dinamico non-lineare, e anche infinitamente complesso.
    E’ molto più probabile che il sistema-mondo (o Italia…) si evolva da solo, senza il consiglio di nessuno in particolare. Tra l’altro l’evoluzione potrebbe persino essere migliore di quello che tu oggi possa sperare e magari regalarti anche più libertà. Magari.
    Oppure potremmo anche estinguerci o peggiorare. Non lo sappiamo, ma la libertà come tu ben sai, deve contemplare anche l’errore.

    Perchè anche tu vuoi imporre al mondo di fare per forza la cosa giusta?

    😉

  5. Questo commento ha fatto luce sul tuo modo di vedere le cose, in maniera molto positiva, a mio parere. Molto interessante il tuo lavoro sui processi “decentrati”.
    L’unica cosa su cui non concordo è sul fatto che io vorrei fare il dittatore: tutt’altro. Come ho già spiegato (ma evidentemente non sono stato abbastanza chiaro) non voglio imporre un modello a nessuno, ma essere libero di sperimentare il mio. Se sbaglio, sbaglio io 🙂
    Il problema è che il sistema dittatoriale su cui ancora si reggono certe decisioni (quelle cosiddette pubbliche o politiche) non permette i tentativi che si discostano dal potere.
    Su questo credo che anche tu possa convenire.

    Credo di sapere già la risposta, anche se non ne ho ancora capito bene il motivo: sei d’accordo con il fatto che l’imposizione di regole non condivise sia un male o sei machiavellico a riguardo?
    Esempio classico: l’imposizione fiscale. Estorsione o male necessario?

  6. Vabbe’, dai, quella del dittatore voleva essere solo un modo un po’ folkloristico per stimolare alla riflessione. Se vuoi, il senso del mio discorso può essere riassunto nel mio interrogativo finale.
    (è evidente che tu non sei un dittatore ma cerchi solo di capire come rendere i vincoli meno assurdi e assicurare maggiore libertà a tutti. Mi è molto chiaro il senso di quello che dici)

    Io non credo nei complotti. Credo che il mondo sia semplicemente la somma del contributo di tutti.
    Alla fine, il mondo è questo: è quello che vedi, con tutti i pregi e i difetti.
    Perchè il mondo non sta facendo quello che tu gli “suggeriresti” di fare? E’ tenuto in scacco da interessi predominanti sbagliati (complotto)? Non è ancora pronto per farlo? Non è sufficientemente intelligente? Non è abbastanza evoluto e ha bisogno di sperimentare altro prima di capire e indossare finalmente il vestito che tu gli proponi?

    Prendiamo atto che il mondo sta facendo altro: fa di testa sua rispetto alla ricetta che chiunque (e sottolineo chiunque!) vorrebbe proporre: in realtà è già “anarchico”, e non segue nessuno schema!

    Vuoi fare un esperimento? Partecipa a una riunione di un condominio di una grande città, con più di 50 famiglie: è un piccolo “stato”. A parte le decisioni che sempre scontentano tutti, le liti fino alle 4 del mattino, le disparità di vedute su ogni cosa. Come ti comporti con le spese da pagare? Facciamo un modello dove chi vuole paga quando ha voglia e se ha piacere di riparare un tubo?
    Se il tuo vicino ha la casa allagata e se ne frega perchè lui è felice così, come facciamo?
    Imponiamo un Regolamento di Condominio? Argh!!! Dopo lo Stato, il Condominio,…

    E’ vabbè, ma lo so che tu mi rispondi che i condomini sono concettualmente sbagliati e in un mondo davvero libero non si arriverebbe nemmeno a queste situazioni, lo so…

    Prova a vivere la realtà di una periferia di Napoli, Palermo, Milano o Torino. Molta gente se ne frega pure di fare lo sforzo di mettere i rifiuti nell’apposito cestino…

    Però mi dicono che pure nei bellissimi condomini a Courmayeur ogni tanto potrebbe esserci qualche problema alle periodiche assemblee.

    Capisci? Altro che Machiavelli…

  7. Solo una cosa, altrimenti non finiamo mai il ragionamento, anche se non capisco il motivo per cui non si riesca a rispondere a delle semplici domande…
    I condominii non sono sbagliati: sono a libera e volontaria adesione. Se io non ci voglio stare, cambio casa. In un sistema libero, non avrei problemi a farlo. E nemmeno oggi ci sono problemi insormontabili a farlo, nonostante i fastidi e i tempi.
    E sul discorso del vicino che crea danni col proprio comportamento: in un sistema anarchico pagherebbe di tasca i danni creati agli altri. Quindi non è che in un sistema anarchico-libertario non ci sono regole, ma ci sono solo adesioni volontarie a diversi sistemi di regole e non vi è un’autorità superiore che le detta. In sintesi la Legge non deriva dall’autorità, come avviene oggi, ma l’autorità deriva dalla Legge, intesa come principio. Spero sia più chiaro così.

  8. James, perdonami, ma c’e’ uno scollamento tra teoria e pratica (a mio modestissimo avviso)
    I mille esempi di vita pratica vorrebbero indurti a riflettere proprio sul raccordo alla traduzione nella vita reale. Tu sei in gamba, ma lo sono tutti gli altri? La verita’ e’ proprio che siamo tutti diversi, e non tutti interpretiamo le regole alla stessa maniera ( non esisterebbero gli avvocati, altrimenti )
    Molti poi hanno una visione piu’ elastica delle regole, molti poi adducono eccezioni o interpretano in maniera personale.
    Inoltre, quando accetti un sistema di regole, crei sempre un’ autorita’ (la regola) che diviene comunque impositiva, in quanto ti inchioda a doverla seguire.
    Non riparo il tubo xche’ non ho i soldi: la regola del condominio se ne frega che io ho regalato dei soldi a un povero il giorno prima che mi si rompesse Il tubo e allagasse il vicino.
    James, il mondo e’ troppo complesso, fidati…

  9. …oppure il vicino ti dice che si, il tubo perde, ma non troppo, e che secondo lui si puo’ aspettare, mentre secondo te no. Chi giudica la gravita’ del danno e l’applicazione della regola? Alla fine uno dei due sara’scontento, eppure entrambi avevano aderito alla regola volontariamente…
    E’ un casino, James…

  10. Il babbo natale in un condominio chi e’, scusami ?
    La regola condominiale? Gruppi di persone nel condominio che si coalizzano ?
    Lo stato e’ solo un condominio piu’ grosso, james…

  11. Sì, e come hai detto tu, già è un casino un condominio normale, figuriamoci uno enorme.
    Poi, una cosa è la regola più o meno condivisa e “fondativa” (la Legge maiuscola, cioè il principio) e un’altra è l’organismo che ha il potere di creare le regole (la legge minuscola, ovvero l’autorità che si arroga il diritto di esserlo…)
    Ti invito a riflettere su questo, perchè la presunta identità tra le due cose è tutt’altro che veritiera.

  12. LOL, il giorno che venissi in Sardegna, ci si beve una birra…
    James, se vuoi in uno stato c’e’ piu’ gente, quindi anche piu’ occhi che controllano. Per me ha senso lasciare sempre la sovranita’ al cittadino (per es referendum propositivi, possibilita’ di prendere parte attiva alla cosa pubblica, ecc).
    Voglio dire: rendi piu’ accessibili e vicini ai cittadini gli organismi dello stato, ma non li abbattere perche’ questo significa invece lasciare il campo ha chi ha piu’ forza economica.
    Lo vedi anche tu o lo vedo solo io il ritorno a un feudalesimo industriale?
    Una multinazionale arriva in sardegna, brevetta il gene della capretta sarda e poi i pastori son costretti a pagare le royalties per l’utilizzo. Possiamo arrivare a scenari paradossali.
    Bene migliorare e a rendere piu’ trasparente la cosa pubblica, ma attenzione a non gettar via il bambino insieme all’acqua sporca. Certo, se poi tu possiedi una multinazionale, allora capisco che vuoi il campo libero. Diversamente, ti presti a questo tipo di propaganda (interessata), e passerai da babbo natale alla befana…
    Te lo dico dopo anno di studio di processi decisionali e frequentazione di riunioni condominiali. 😉

  13. L’esempio della multinazionale che brevetta il gene è emblematico.
    Non degli effetti della libertà, come sostieni tu, ma dell’esatto opposto. Infatti, come può la società (che sia nazionale o multinazionale è totalmente ininfluente, ma capisco che faccia effetto la parola…) riuscire a brevettare un gene, se non in forza di una legge che glielo consente? E da chi è fatta la legge? Indovinato, dai governanti. Che guarda caso sono “sensibili” a chi finanzia loro la campagna elettorale o permette loro di ottenere e mantenere il potere.
    Senza governo centrale, vorrei capire come farebbero ad esistere i brevetti e tutte le leggi ad uso del potere, economico, finanziario, politico o criminale che sia. Spesso le cose coincidono, chissà perchè…

    E in ogni caso, come sia possibile che gli uomini siano quasi tutti “malvagi” e quindi “da controllare”, però poi gli stessi uomini diventano infallibili quando devono scrivere regole ed eleggere i governi. Strana contraddizione, non trovi?

  14. La possibilita’ di brevettare geni esiste proprio perche’ qui ci troviamo su discipline di frontiera, completamente nuove su cui c’e’ ancora un vuoto legislativo e di giurisprudenza.
    L’ azienda arriva e, giustamente, fa quello che e’ conveniente x lei, ma che penalizza tutti gli altri…
    Quello che tu dici su commistioni affari-politica e’ giustissimo.
    Ma queste storture le correggi stabilendo, per esempio, che a tutti sia garantita la stessa visibilita’ per spiegare il programma e poi proibendo aiuti aziendali ai politici.
    Non riesco a vedere come tu riesca ad abbattere il controllo democratico (quindi regole) e poi pretendere che non ci sia sopraffazione del + forte…
    Ma del resto e’ cio’che vedi negli ultimi 30 anni: de-regolamentazioni e liberalizzazioni sfrenate (via leggi e controlli) ed eccoti servito il capitalismo finanziario a briglia sciolta. Via le dogane e i controlli ed ecco delocalizzazioni selvagge. Fai tu…

  15. @nottebuia
    Credere che negli ultimi vent’anni ci siano state “de-regolamentazioni e liberalizzazioni sfrenate” è da ingenui, la verità è che negli ultimi trent’anni c’è stato a livello mondiale un aumento epocale di regolamentazione che non fatto altro che alimentare il “crony capitalism” (capitalismo degli amici) dove gli unici ad arricchirsi sono gli “amici” di coloro che sono al potere. Il capitalismo finanziario non è mai stato realmente a “briglia sciolta” ma alimentato da politiche che hanno creato storture di mercato alimentando bolle che poi sono scoppiate portandosi dietro le economie occidentali.
    In un mercato veramente libero senza controllo democratico e come regole il rispetto dei diritti altrui e la negazione di ogni tipo di coercizione le storture che noi ora viviamo non esisterebbero.

  16. Caro William, purtroppo non e’ cosi.
    Prima del 1929, il mercato era completamente libero: si e’ infatti arrivati alla famigerata crisi del 29, appunto!!!
    Fu allora che gli Stati Uniti si videro costretti a porre una regolamentazione culminata nel Glass-Steagall Act (cerca pure e documentati, poi se vuoi ne discutiamo in dettaglio), e in una serie di norme sui mercati.
    Questo regime di regolamentazione e’ durato per tutto il dopoguerra, sino agli anni 80-90
    Poi, i grossi investitori hanno iniziato a tirare x la giacchetta i politici, per poter togliere tutte quelle norme e quei vincoli che impedivano loro di arricchirsi, ma che creavano enormi turbolenze sui mercati ( x es le bolle di capitali che arrivano in massa a speculare).
    Negli ultimi 30 anni, piano piano, quei vincoli sono stati tolti ad uno ad uno (DE-REGOLAMENTAZIONE, appunto).
    Per esempio il Glass-Steagall e’stato tolto negli anni 90 e le banche di investimento hanno potuto tornare a speculare sulle piazze finanziarie invece che erogare capitali alle imprese e alla produzione reale.
    Poi c’erano le norme e gli accordi di Bretton Woods (saltati), poi si sono volute le Banche Centrali indipendenti (indipendenti dai parlamenti, ma non dai cosiddetti mercati, alias i grandi gruppi finanziari).
    Insomma, la de-regulation, caro. Ma, come era gia’ successo nel 1929 non durera’. E’ un sistema non sostenibile.
    Ma qui si rientra in discorsi un po’ tecnici…
    Chi ha i soldi (controlla i mezzi di informazione) da 30 anni a questa parte ogni giorno ti riempie le prime pagine contro lo stato ladro, al fine di proseguire a de-regolamentare.
    I discorsi che fa James, sono interessantissimi per il decentramento e il controllo democratico. Pero’ state attenti a fare i giusti distinguo e a non farvi strumentalizzare ( sempre che non siate dei ricchissimi rentiers proprietari di multonazionali e banche…) 😉

  17. @JAMES
    Dai, non trolliamoci eh

    I brevetti son giusti. Tu lavori sodo su una idea, vai all’ufficio brevetti e ci metti il tuo marchio.

    La genetica e’ un settore sul quale non c’e’ ancora una legislazione chiara. Per certi versi e’ del tutto inesistente.
    Un’azienda va subito all’ufficio brevetti e mette il copyright sugli occhi verdi…o sulle proprieta’ diuretiche dell’erba cipollina.
    Ti e’ piu’ chiara la dinamica del problema?
    Non gettare alle ortiche tanti discorsi intelligenti su decentramento, controllo periferico negli aspetti decisionali, eccetera eccetera con la semplificazione STATOBBRUTTO GOVERNOLADRO.
    Altrimenti si fa solo ideologia, e le ideologie son gia’ morte…

  18. @nottebuia

    Nel 1929 il mercato non era assolutamente libero era drogato dalla riserva frazionaria e dalla disponibilità alla Fed discount window. Nel 1928 la Fed decise di tirare i remi in barca per calmierare i mercati alzando il tasso di sconto dal 3,5% al 5,0% questo fu l’inizio della fine con l’abbandono del mercato da parte degli speculatori portando al crollo a Ottobre 1929.
    Comunque come per tutti i crolli finanziari, la grande depressione è stata causata da troppa disponibilità monetaria in questo caso dovuto all’utilizzo da parte delle banche della riserva frazionaria con l’ausilio della discount window della Fed.

    Per quanto riguarda il tuo suggerimento di documentarmi suggerisco che tu faccia lo stesso perché chiaramente sei impreparato:

    1) Il Glass_Steagall Act non ha mai limitato le banche d’investimento dal speculare ma ha impedito che le banche tradizionali prenditrici di depositi non potessero speculare, le banche dovettero scindersi a livello di compagine sociale separando la parte di esse che prendevano depositi dal quella che si occupava di attività speculativa.

    2) Sono state le banche tradizionali che hanno spinto per l’abolizione di Glass-Steagall. Le banche d’affari erano precluse dal prendere depositi, tanto è vero che si sono trasformate in banche tradizionali proprio per avere a disposizione la discount window della Fed nella crisi 2007-????.

    3) In merito alle tue asserzioni dietrologiche riguardo alla gestione delle banche centrali non le condivido per quanto come convinto seguace della Scuola Austriaca ritengo che le banche centrali vanno abolite.

  19. @William
    Vabbe’, se tu sei un “seguace” non pretendo di farti cambiare opinione. E’ perfettamente lecito avere miti e punti di riferimento, che sempre rassicurano.

    Un paio di note, anche se mi interessava rimanere sul pezzo dello scambio con james (peso delle regole e limiti dello stato)

    “Troppa disponibilita’ monetaria ” e “riserva frazionaria”
    Il problema non e’ mai stato qiesto oggi come nel 1929.
    Te ne do subito una evidenza lampante (se la vuoi vedere): FED e BCE hanno effettuato quantitative easing mai visti.  Tu vedi forse inflazione o perdita di “valore” dell’Euro?
    L’errore degli anni 20 era, casomai di effettuare politiche pro-cicliche, esattamente come stiamo facendo oggi.
    Prevedendo la tua risposta, l’errore non e’ il quant easing, ma continare a consentire la speculazione incontrollata.

    Permettimi: se la banca che raccoglie i tuoi risparmi puo’ speculare in borsa guadagnando a breve, perche’ mai dovrebbe valutare progetti imprenditoriali e rischiare di finanziare una start up che, forse, andra’ in attivo fra 5 anni? Perche’ finanziare una impresa se posso speculare subito in borsa? (questo il senso del mio riferimento al Glass Steagall).

    Ma vabbe’, non voglio andare oltre x non aprire un thread infinito: so gia’ cosa mi risponderai xche’ conosco le posizioni della scuola austriaca. Va bene cosi, fidati: lungi da me volerti far cambiare idea. Ci mancherebbe altro, la ricchezza del mondo sono le diversita’ di vedute.

    @James: se tu hai voglia e tempo, secondo me qua ci sono gia’ innumerevoli spunti per singoli post con argomenti separati. Gli spunti sono tanti e tutti interessanti, a mio avviso.

  20. @nottebuia

    1) La BCE non ha effettuato QE ha solo parlato di fare “whatever it takes” cosa più simile al forward guidance ed ha finanziato le banche a fronte di titoli di stato come garanzia con il LTRO per €489 miliardi che comunque sta scadendo. Rispetto al QE di USD 80 miliardi al mese della Fed quello che ha fatto la BCE è stata una piccola operazione per salvare le banche e finanziare gli stati in deficit. Ora sta cominciando a considerare di fare un po di QE ma immagino che tedeschi, giustamente, non lo permetteranno. Comunque il problema del aumento dei prezzi causato dal QE è già evidente negli Stati Uniti non si vede nelle statistiche perché sono drogate ma andando negli Stati Uniti tutti gli anni è palese che il USD perdendo valore con una rapidità maggiore di quella indicata dalle statistiche;

    2) Gli effetti dell’espansione monetaria non sono immediati consiglio la lettura del seguente articolo: http://mises.ca/posts/articles/why-isnt-qe-causing-inflation/

    3) Di nuovo con la “speculazione”. In Italia piace molto usare questo termine in senso negativo senza considerare che tutte le attività imprenditoriali sono attività speculative. La speculazione incontrollata non è mai veramente tale tende a essere il risultato di politiche che drogano il mercato creando bolle. La migliore cura per questo problema è la riduzione delle regole e l’eliminazione della riserva frazionaria.

    4) Le banche guadagnano relativamente poco speculando in borsa, i più grossi operatori in borsa sono gli hedge funds in termini di puro trading e la miriade di fondi pensione e sovereign wealth funds che detengono la maggior parte dei capitali mondiali. Accusare le banche di non finanziare imprese per speculare in borsa non risponde alla realtà. Il motivo per cui le banche italiane non finanziano le imprese è perché stanno mettendo a posto i bilanci per rientrare in Basilea 3 + stanno finanziando i deficit dello stato italiano

  21. @William

    “Il problema dell’andamento dei prezzi e’ gia’ evidente, non si vede dalle statistiche xche’ sono DROGATE”

    Ahi-ahi-ahi ! Sento odore di GOMBLOTTO GLOBBALEE !!

    “La speculazione incontrollata NON e’ MAI veramente tale e tende a essere il risultato di POLITICHE che DROGANO il mercato creando bolle”

    Io sapevo che la bolla si crea quando tutti puntano su un titolo che, a quel punto aumenta di prezzo oltre ogni ragionevole logica. Poi l’ultimo resta col cerino in mano e si brucia. (Ops, non l’ho detta da economista? Dai, tanto poi ci sei tu che sei un Maestro e precisi bene come stanno le cose 😉 )

    “La migliore cura e’ la riduzione delle regole e l’eliminazione della riserva frazionaria”

    Altra chicca da incorniciare a vita. Bisogna riscrivere i libri, signori. La riserva frazionariaaa! La drogaa! Tutto il mondo sta sbagliando.

    Ma dove ti sei laureato, William, perdonami??

    Perdona tu invece la mia logica gretta e contadina: supponiamo che il mondo elimini le regole e la riserva frazionaria.

    Cosa impedisce a quel punto alla gente di vendersi la casa e speculare tutti su un titolo o un mercato creando una fantastica bolla??

    Sorvolo su tutto il resto, ma una curiosita’ mi assale e chiedo a te che sei competente: ma la moneta e’ una variabile endogena o esogena?

  22. Nottebuia, guarda che io condivido ogni singola parola detta da William 🙂
    La riserva frazionaria consente la moltiplicazione dal nulla della moneta. Se non scatena “bolle” finanziarie basate sul nulla, non so come altro definirlo. Magari al posto di “bolla” usa “imbroglio”, ma il risultato non cambia.
    Non si tratta di alcun gomblotto globale, come invece sembra di capire da coloro che pensano agli imprenditori “libberisti servaggi ahò” che comprano la fedeltà dei poveri politici deditialbenecomune…
    Si tratta di regole idiote che danno risultati pessimi. E per questo dovrebbero essere cambiate.
    Come ormai dovresti sapere, io non dico che tutto il mondo dovrebbe cambiare queste regole: non ho intenzione di salvare chi non vuole essere salvato, ci mancherebbe! Muoia Sansone con tutti i Filistei, no? 🙂
    L’importante è che io e chi la pensa come me si possa essere esentati dal sistema vigente, in modo che i suoi errori ricadano su chi lo sostiene.
    Un’ultima cosa: come è possibile che il sistema attuale sia liberista, deregolamentato e selvaggio e noi (liberisti, libertari, anarchici) lo combattiamo? Non ti sembra strano? Se fosse come dici tu, ci andrebbe benissimo, no?

  23. James, tu mi sei pure simpatico.

    Non importa il fatto che tu la pensi come William e che poi io la pensi diversamente.

    C’e’ un problema fondamentale che si legge nelle righe di quanto tu scrivi.

    Come fare a garantire la massima liberta’ possibile a chi la pensa diversamente all’interno di una comunita’ e di un sistema di coesistenza?

    Ecco, questo e’ il nocciolo del problema. Questo e’ cio’ che veramente conta e che resta come interrogativo a cui e’ davvero difficile dare una risposta. Lo so come la pensi tu, perche’ me lo hai spiegato. Io non ho molte certezze e credo la tua risposta non basti: per me l’interrogativo permane (non ho nemmeno io la soluzione, altrimenti farei sicuramente il giurista).

    Per il resto, non ti preoccupare. Al problema della riserva frazionaria hanno gia’ risposto una schiera di premi nobel. Non ti affannare.

    Ti ripeto, possiamo anche toglierla in tutto il mondo.
    Poi un giorno io riesco a convincere tanta gente a vendersi la casa o puntare tutti i risparmi su una cosa qualsiasi che, a quel punto acquistera’ un “valore” nettamente sopravvalutato. Abbiamo creato una bolla in assenza di riserva frazionaria.

    Ti ripeto: per me resta solo il problema di cui sopra. Regola o non regola. Se si, come declinarla al fine di salvaguardare tutti?

  24. @nottebuia

    1) Mi sono laureato a Yale
    2) Le bolle si creano quando sono facilmente disponibili capitali ad un costo artificialmente basso
    3) Perché mai dovremmo impedire che atri facciano ciò che vogliono con la loro proprietà comunque non è uno che si vende la casa che crea bolle.
    4) La moneta fiat è palesemente una variabile esogena

  25. @William

    William, dammi retta, lascia perdere. Credo che tu non abbia nemmeno la consapevolezza della portata delle cose che dici. Non basta provare a precisare 4 cose per conoscerle. A una facolta’ seria tu non passi manco macro1 del primo anno, o econ101 oltre atlantico (e te lo dico persino io che sono sinceramente molto scarso)

    Diciamo che la tentazione di prendere i popcorn e sentire le tue teorie e’ forte, ma ho rispetto x james e, in fondo, anche x te.
    Abbilo anche tu (per te stesso). Al limite chiedi a qualcuno veramente competente (quindi non io), continua a studiare, approfondisci.

    Poi, ok, puo’ sempre darsi che tutto il mondo abbia sbagliato ad adottare la perniciosissima riserva frazionaria. Sbagliano anche gli Stati Uniti, paese dove tu ti sei laureato e ne hai appreso i segreti meccanismi economici.
    Sbagliano gli USA e pure l’UK, che insieme sfornano quasi un premio nobel all’anno.
    Ma no! Che ingenuo: non e’ che negli USA manchino i consigli giusti, e’ che ci sono troppi interessi cattivi e allora si segue la strada sbagliata.
    Anche la FED, che aspettano a toglierla??
    William, tu sei troppo in gamba e il mondo proprio non capisce o fa finta di non capire, per evidenti interessi di chi si approfitta.

    PS: la moneta e’ una variabile endogena. Lo so, a te PIACEREBBE che fosse esogena, ma purtroppo…(dannata riserva frazionaria !!)
    😉

  26. Nottebuia, non stiamo qui a discutere di simpatie reciproche. Il rispetto basta e avanza per poter scambiare opinioni.
    Se esistono differenti “scuole” di pensiero in economia, non è che un nobel dato ad esponenti di una scuola significa che gli altri abbiano torto. Poi, hanno dato il nobel a Dario Fo e a Obama, tra gli altri… Insomma, non mi pare che esista un automatismo nobel=verità.
    A parte questo: mi spieghi come è possibile che un ciclo di boom and bust nasca dalla decisione di vendere una casa? Questa proprio non l’ho capita.
    Ma usciamo per un attimo dall’economia scolastica ed arriviamo al punto che abbiamo discusso a lungo. Le regole, l’anarchia e l’attuale sistema.
    Da quello che dici tu (correggimi se sbaglio) sembra di capire che per te l’attuale sistema è anarchico, perchè tanto ognuno fa quello che gli pare. Quindi i governi che ci stanno a fare? E il potere legislativo, in cosa consiste? E quello esecutivo? E la burocrazia, le tasse, le multe, non esistono?
    E poi, ti prego, fammi capire: chi come noi libertarians non accetta la coercizione, deve arrendersi, visto che è minoranza, a vedersi appioppare regole che non condivide, solo “perchè c’è una legge e la devi rispettare”. Giusto? Un pò come i negri in Sudafrica o gli ebrei nel sistema nazional-socialista tedesco. O no?

  27. James, scusa, ma a me sembra che ci sia un problema di scollamento tra teoria e realta’.
    Se entriamo in un bar ti puoi rendere conto che praticamente tutti sanno cosa bisognerebbe fare per far girare il mondo correttamente. E ti diro’ di piu’: ognuno di noi e’ anche convinto che tutti gli altri stiano sbagliando.

    Tutto questo per sottolinearti sempre che ognuno di noi spinge in direzioni diverse.

    Il punto e’ che possiamo creare un sistema flessibile su molte cose ma non su tutte.

    Solito esempio pratico: a te piace un non-stato dove solo CHI VUOLE paga per avere un determinato servizio.
    A pippo piace invece uno stato dove TUTTI paghino per avere un servizio universale.

    Eh, lo so, pippo non puo’ costringere tutti a far la stessa cosa (lo so come la pensi, lo so).

    Ma il punto e’: tu e pippo avete in testa 2 modelli inconciliabili.
    Potete solo dividere il territorio in 2 stati con 2 modi di vivere diversi. Non vedo altre soluzioni, posto che ciascuno rimanga fermo sulla sua posizione in maniera radicale.
    Vedi? La coesistenza e’ un problema.

  28. Scusa: ti ripropongo poi la questione anche dal tuo punto di vista.

    Supponi che il tuo modello anarchico fosse quello prevalente e avessimo il non stato.

    Come potresti tu a quel punto tutelare la minoranza di quelli come pippo, che vorrebbero uno stato che stabilisca regole in maniera universale e “impositiva” su tutti ?

  29. Aahahahaa! Scusa se rido, ma forse non ti sei reso conto della comicità delle tue affermazioni. Detto senza offesa 🙂
    Praticamente, stai dicendo che siccome c’è chi vuole che io gli paghi tutto, io lo devo fare, sennò me ne devo andare… Insomma, torniamo sempre al solito discorso del “so’ tutti froci col culo degli altri”, eh?
    A parte le battutine, pensaci: stai mettendo sullo stesso piano chi vuol rubare e chi non vuol essere derubato. Non è umanamente concepibile che queste due “aspirazioni” possano conciliarsi, per il semplice fatto che una delle due (quella di Pippo) presuppone la schiavitù dell’altro.
    Se Pippo vuole rubare dagli altri, lo farà con coloro che vogliono essere derubati. Non con me.
    Sul “come”, si può (anzi, si DEVE) trovare una soluzione. Il libertarismo indica una strada, ma non pretende di avere la soluzione in tasca. Chi gli si oppone, pretende che tutti continuino a seguire la strada attuale, pena il carcere (o peggio) per chi non è dello stesso avviso.

  30. Eh no james, io sto mettendo sullo stesso piano due visioni legittime di organizzare una societa’. E sottolineo entrambe.

    Il fatto che lo stato sia comunque vessatorio fa parte della tua personale visione del mondo. Permettimelo: e’ soggettivo.

    James ci sono 5 miliardi di persone partite libere nelle foreste e oggi organizzate con stati. Io non vedo sulla carta geografica del pianeta terra nessuna comunita’ rilevante organizzata con i tuoi criteri integrali.

    O li convinci tutti o fai una rivoluzione.
    Secondo me e’ il caso anche di farsi qualche domanda.

    Dopodicche’ se tu continui a insistere con la storia della minoranza vessata, poi salta fuori pluto (anarco comunista) che non riconosce la proprieta’ privata e vuole dormire a casa tua e dice che il pianeta e’ di tutti e la proprieta privata una usurpazione.
    Daje a ridere…ahh ti piace lo stato di diritto e l’ufficio del catasto eh?
    Lo stato e’ bbrutto e ladrone, pero’ qualche ufficio magari lo teniamo aperto. Diciamo allora Stato minimale dai, quello che piace a mme.

  31. Quindi si conferma il fatto che, in assenza di regole e tutele giuridiche (e quindi enti preposti al controllo) vige la legge del piu’ forte.
    Oggi tu pluto lo sbatti fuori di casa, ma domani arrivera’ una banda di bassotti che sbattera’ fuori te. Prima o poi quello piu’ forte e/o piu’ furbo arriva sempre. Stanne certo, altrimenti 5 miliardi di persone non sarebbero scese al compromesso di organizzare Stati.

  32. A parte che gli stati non sono nati per volontà di 5 miliardi di persone, ma per volontà dei gruppi che gestivano il potere nei diversi momenti storici in cui ciò è avvenuto… Ma andiamo avanti.

    E chi controlla il controllore? La risposta che gli statalisti non sono mai riusciti a dare è quella a questa semplice domanda.
    Se il più forte controlla il potere (come sempre avviene e come è logico che sia in un sistema in cui il premio è il potere di decidere delle vite degli altri) sei in balia del più forte, comunque. E ciò che è peggio è che ha pure ragione lui, per legge.

    Ripeto: non si possono mettere sullo stesso piano “giuridico” assassini e vittime, ladri e derubati, violenti e pacifici. Non può essere una rivendicazione legittima quella di chi vuole prendere la mia casa, i miei beni o il mio corpo, senza il mio consenso.
    E’ un controsenso che chi auspica l’intervento dello stato a ogni piè sospinto per riportare la “legalità” non può permettersi. Di quale legalità stiamo parlando? Di quella del più forte, di quella del più numeroso o di quella del più organizzato? Di quale?
    Come vedi alla fine dei conti viene sempre fuori il problema di mettere d’accordo chi ha visioni del mondo differenti. La soluzione non è semplice, ma non per questo ci si deve rassegnare allo status quo, che sta mostrando tutti i suoi limiti e la sua ingiustizia.
    Si può pensare ad un territorio in cui i “senza stato” potrebbero insediarsi, ma dubito che gli stati lo consentano pacificamente.
    Si può pensare ad una secessione di una porzione di territorio, ma dubito che vi sia una maggioranza anarchica in un qualsiasi pezzo di terra al mondo.
    Oppure si può pensare ad un sistema di tipo associativo-volontario, in cui chi vuole aderire alle leggi dello stato lo fa, in parte o in toto, ma soltanto chi aderisce paga. Un pò come succede con la religione, con lo sport, con l’associazionismo, che forniscono servizi “pubblici” solo ai loro aderenti, senza che chi non fa parte dell’associazione sia punito in alcun modo.
    Insomma, il problema esiste e far finta che non sia così è quantomeno ipocrita. Farsi forte dei numeri è identico a fare il bullo (la legge del più forte di cui parlavi prima). E dire che tanto non c’è soluzione, semplicemente, è falso ed è una scusa per mantenere le cose come stanno.

  33. Chi controlla il controllore?

    Lo controlli tu, iniziando dal tuo comune di residenza, invece che continuare a lamentarti. Vai e fai, oppure (se non sei eletto stai all’opposizione e controlli direttamente il controllore).

    Non nego i problemi del sud italia (che amo e ho nel cuore), pero’ basta con sto ritornello “piove. Governo ladro”.

    Assassini chi? Fai nomi e cognomi.

    Ma dove sta scritto che la casa e’ tua?

    Hai o non hai bisogno di un riconoscimento pubblico e di una tutela ACCETTATA DA TUTTI del tuo DIRITTO ALLA PROPRIETA’? E per fare questo c’e’ bisogno di un accordo (ossia un patto) tra tutti gli abitanti di questa nazione.

    Il territorio nazionale che abitiamo ce lo siamo conquistato e difeso col sangue nei secoli, caro. Altrimenti oggi qui probabilmente c’ era l’impero ottomano o cartaginese e tu non eri neanche nato.

    Di che parli? La vita e’ lotta e tu (da turbo capitalista) dovresti saperlo.

    I migranti che stanno arrivando a migliaia sulle “nostre” coste dove li mandiamo, a casa tua?
    Ah, no…poverino, la casa e’ sua e se la difende da solo. Dai, chiudi il mediterraneo, facci vedere…

  34. Una parola sola: delirio. Abbiamo discusso per una ventina (o forse più) di commenti e alla fine mi rendo conto che non ha avuto alcun senso. Pazienza.

  35. No, il senso (almeno per me) é questo: la tua e’ una posizione che pone sicuramente delle istanze giuste e pero’ non trova maniere realistiche per risolvere diversi problemi concreti.

    Ti spiego anche perche’ (sempre dal mio punto di vista): il tuo e’ un approccio che non e’ capace di scendere al compromesso (io ho ragione e tu hai torto).

    Nella realta’ il mondo e’ gia’ andato oltre: essendo adattivo e flessibile, usa e sperimenta gia’ parti di principi derivanti dalla tua teoria come di tutte le altre teorie. Non c’e’ un vestito che puoi mettere in tutte le stagioni. Ha senso usare vestiti diversi e approcci diversi a seconda delle circostanze (e questo perche’ ogni approccio ha punti di forza e punti di debolezza e il tuo non fa eccezione).

    Poi lo so anch’io che tra 8 secoli (se non saremo estinti) il mondo non avra’ piu’ stati, confini e non avremo piu’ neanche bisogno di lavorare.

    Da qui ad allora, pero’, abbiamo bisogno di tante idee. Non ne basta una sola.

    Dal mio modestissimo punto di vista avrebbe senso che tu ponessi problemi concreti e si discutesse su un singolo problema concreto.
    Tu parti invece da un “approccio totale” e cosi si rischia di discutere di tutto e di niente. E cosi tu stesso rendi inefficaci anche le idee buone che hai.

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